L'aula del Senato inizia a discutere lo Stabilicum mentre gli sherpa della maggioranza sono al lavoro. L'emendamento sulle preferenze che può far saltare gli equilibri

La riunione degli sherpa di centrodestra avvenuta questa mattina, 9 settembre, in via della Scrofa sembra aver decretato la decisione definitiva sulla legge elettorale in discussione, lo Stabilicum o Melonellum che dir si voglia. Se Fratelli d’Italia fino a ieri sembrava convinto di aver fatto passare l’idea di abbassare la soglia per ottenere il premio di maggioranza al 41%, Forza Italia è riuscita ad imporre lo stop e a tenere l’asticella sul 42%.

Proprio lo sherpa azzurro Roberto Rosso, di Forza Italia, ha preso la parola uscendo da via della Scrofa alla fine della riunione svolta mentre l’aula del Senato apriva la discussione generale sul testo: «42% era e 42% resta», ha dichiarato a chi gli chiedeva se la modifica avanzata dalla senatrice Paola Ambrogio sarebbe stata votata a Palazzo Madama.

Dubbi sul “taglia cespugli”

La riunione avrebbe invece lasciato aperto il tema della norma “taglia cespugli” che – attualmente – elimina dal calcolo complessivo dei voti raccolti da una coalizione gli alleati che sono arrivati sotto il 3%, fatta eccezione per il “miglior perdente”: Forza Italia non vorrebbe eliminare del tutto il principio, nonostante i rilievi di costituzionalità arrivati anche dal Colle, Fratelli d’Italia vuole invece che si scenda all’1%, per permettere ad altre liste minori di farsi avanti.