La maggioranza ha a disposizione appena dieci giorni per sciogliere il nodo delle preferenze nella nuova legge elettorale, battezzata “Stabilicum” o “Melonellum”.
Nel centrodestra le posizioni restano lontane: Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia spingono per l’introduzione delle preferenze, sostenuti unicamente da Noi Moderati, mentre Lega e Forza Italia si dicono contrari e avvertono che “se saltano le liste bloccate, salta tutto”.
Per scongiurare una spaccatura, il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami ha annunciato la presentazione di un “emendamento unitario”, alla ricerca di una “soluzione ingegnosa” di compromesso. Tra le ipotesi figura il modello belga delle liste semiaperte, che consentirebbe all’elettore di esprimere una preferenza individuale oppure di votare il partito confermando l’ordine precostituito dei candidati.
L’Aula è calendarizzata per il 7 luglio, mentre il termine per il deposito degli emendamenti sarà fissato il 6 luglio. Prudente la ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati: “Aspettiamo. Come si dice: prima vedere cammello”.
Il percorso del provvedimento si inserisce in un quadro politico e parlamentare ad alta tensione. Sullo sfondo, le pressioni della Lega per blindare l’Autonomia e le valutazioni di Palazzo Chigi circa un eventuale ritorno alle urne nella primavera del 2027, ipotesi che qualcuno colloca dopo l’11 aprile per consentire ai parlamentari la maturazione del vitalizio.













