Le tensioni nel centrodestra sulla legge elettorale aumentano mentre il voto in Aula si avvicina. Fratelli d’Italia vorrebbe le preferenze, Giorgia Meloni l’ha detto apertamente in più di un’occasione. Dall’altra parte, però, gli alleati del centrodestra sono decisamente contrari. L’opposizione è concorde a criticare il testo – anche Futuro nazionale di Vannacci attacca – anche se nel merito ci sono posizioni lontane.
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La legge elettorale è destinata ad essere il tema politico dell'estate, con il via libero atteso alla Camera nella settimana del 14 luglio e poi la corsa per chiudere al Senato entro la metà di agosto. Il centrodestra però non ha ancora trovato la quadra su una serie di temi ‘caldi', tra cui il voto a studenti e lavoratori fuorisede e soprattutto l'eventuale aggiunta delle preferenze.
La maggioranza è divisa in modo netto: da una parte, Fratelli d'Italia vorrebbe inserire le preferenze; dall'altra, la Lega e Forza Italia si oppongono, e alla fine potrebbero spuntarla. L'opposizione concentra la maggior parte delle energie sull'attacco al testo, anche se le singole proposte dei partiti vanno in direzioni diverse. Anche Futuro nazionale ha proposto le preferenze, con una mossa che sembra indirizzata più che altro a mettere in difficoltà il centrodestra. Quando il testo arriverà in Aula, ci saranno da affrontare diversi emendamenti – presentati proprio dalle opposizioni, anche per mettere in difficoltà la maggioranza – che richiedono di introdurre le preferenze. Se si arrivasse al voto segreto su queste proposte, sulla carta ci sarebbero i numeri per una maggioranza alternativa (che unirebbe FdI, parte del Pd e del M5s) per approvare le preferenze. Ma sarebbe, con tutta probabilità, una spaccatura troppo profonda per il centrodestra.














