Giorgia Meloni ha mandato in avanscoperta la sorella, Arianna, per capire se ci sono i margini per siglare una tregua con il Pd quantomeno sulla legge elettorale.
In un’intervista al Corriere della sera, il capo della segreteria politica di FdI spiega che con il nuovo sistema di voto «facciamo un favore alla sinistra, li costringiamo a fare un programma insieme... ».
Mentre ai suoi alleati Arianna Meloni ricorda che le preferenze sono uno strumento «fondamentale» per stabilire un rapporto con i territori.
Al di là dei toni più o meno propagandistici, la presidente del Consiglio sta cercando di convincere tutti, alleati e indirettamente anche avversari, circa l’utilità di una legge elettorale che favorisce l’aggregazione e il “voto utile”, unica vera arma difensiva rispetto alle insidie che stanno crescendo a destra (Vannacci) e ora anche a sinistra, con il semi-annuncio di discesa in campo di Alessandro Di Battista.
La premier ha dunque una tesi del tutto opposta rispetto a chi ritiene che l’ascesa delle estreme debba condurre a una riflessione - e a un passo indietro - sul nuovo sistema di voto.












