Agosto l’ho sempre odiato e lo odio con tutte le forze, anche con quelle che non ho. Agosto ce l’ha con me, dev’essere successo qualcosa che i Penati mi fanno pagare puntuali e a puntate, nell’ottavo mese di ogni anno che iddio manda in terra. Ogni volta assumo la posa flaianesca per depistare ma non funziona, perché la mia malattia non è questa: “La noia e la malinconia aspettano dovunque si vada per divertimento, per cambiare. Solo il luogo dove viviamo non ci fa pensare alla morte, al fallimento, alla vecchiaia. Turismo, triste invenzione. Non c’è salute fuori della propria grotta. Stare fermi”. Così faccio tutto come se niente fosse: parto per la vacanza, vado al mare, spettegolo alle cene, friggo le alici e cucino i totanetti, lo faccio però con un’allegria guardinga e provvisoria, aspettando la botta, che non si fa aspettare e sistematicamente arriva. Non è quindi il mio quell’odio di posa così gradevole dei rimasti in città d’estate, begli snob, non ci credo al concetto di città d’estate, almeno non con questi calori. La mia è una infallibile maledizione, mi procura guai da sempre, Agosto, mi tira un lisciabusso e mi stende. Così ho imparato a non avere speranze, stare in difesa e aspettare settembre.Per fortuna mi fa compagnia lui, l’agente più segreto di fine agosto, molto più segreto del capo della Cia che parte per la Russia in preoccupante ignota missione. E’ il CDT, il Contento di Tornare, il clandestino che verso il venticinque, ventisei comincia a sentirsi insopprimibilmente felice. Ovvio che cela tutto dietro un sorrisetto educato, è chiaro che non lo dice e non lo ammetterà mai, è una cosa inconfessabile, il piacere che sia settembre, e sa di vita triste. Vai via, menagramo! Ma come? Non ami il mare, il sole e questa vita, non sei stato contento dei giri, delle gite in barca e degli aperitivi al tramonto. Se davanti agli spaghetti e vongole, tavolo fuori, con un bel vino ghiacciato te ne esci con: “Io veramente tornerei volentieri”, significa che vuoi stare fuori dalla comunità, essere un corpo estraneo, un malaugurio. E dunque il CDT si nasconde. Però non così bene, perché io i fratelli li capisco dalla faccia, con quella luce obliqua negli occhi, e il modo in cui parlano, senza un’ombra di malinconia, e con un tono ravvivato che dice: alla fine, il sollievo. E’ la nostra abbronzatura, quella.Come me hanno fatto tutta la processione dei buoni gaudenti estivi, mischiandosi agli altri, sono uomini e donne che hanno combattuto con valore in una finzione che odiavano. Hanno detto “che meraviglia” al centesimo paesino anche se facevano quarantuno all’ombra, e l’ombra non c’era. Pure il lago si sono fatti andar bene. Hanno sopportato le ore perse sui telefoni, le ore nostre e le ore degli altri, a guardare le vacanze e gli aforismi su Instagram perché a questo si riduce, il tempo d’estate. Non si sono chiamati indietro nemmeno al grande schiaffo di retorica: ah, finalmente si vive. Loro e io desideriamo tornare a non vivere. Tornare alle nostre cose, che sono stupide ma almeno si possono sprecare liberamente. Tornare a lamentarci per futili motivi, tornare ai giorni e al tempo come li conosciamo, quelli che sappiamo far andare bene o storti, ma almeno decidiamo noi. E’ questo che non possiamo dire.Non voglio più dover essere contenta e riposata, sono nervosa e morta di sonno. Per questo io il CdT lo capisco e sto con lui. Addio alla buon’ora a queste domande: allora, ti è piaciuto? Allora, ti stai divertendo? Continueremo a non salutarci, compagni. Però possiamo riconoscerci, sappiamo chi siamo.
Fenomenologia del Contento di Tornare, grande saggio di quest’agosto odioso
Questo personaggio verso il venticinque o ventisei del mese comincia a sentirsi contento e cela tutto dietro un sorrisetto educato. L’insopprimibile felicità di fine estate













