Reggio Emilia, 25 agosto 2026 – Il peso invisibile (e insostenibile) dell’estate. “Che caldo spaventoso fa! Ci mantiene in uno stato continuo di ineleganza”, scriveva Jane Austen, con la sua sagace ironia ormai proverbiale, in un giorno di settembre di 230 anni fa. L’autrice di Orgoglio e Pregiudizio sembra fotografare uno stato, fisico e mentale, che ci rappresenta ancora oggi, all’interno di un mondo che sembra bruciare sempre di più. Queste temperature estreme hanno un impatto, spesso ignorato, non solo sull’ambiente e sulle tematiche climatiche, ma anche sulla salute mentale e sulla psiche di tutti noi.

La professionista scandianese Anna Maria Guidi – psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, specializzata nella diagnosi e trattamento dei disturbi d’ansia – nell’intervista spiega, analizza e approfondisce cause e sintomi, provando a dare un senso alla nostalgia e alle difficoltà legate al caldo intenso. Proprio nella settimana in cui – dopo una lieve tregua dettata dalla pioggia che ha fatto respirare un po’ di più i reggiani sempre a caccia del fresco – il termometro torna a salire con le massime in città che si attestano sui 32 gradi nelle ore di punta.

Dottoressa Anna Maria Guidi, esiste davvero una correlazione scientifica tra le alte temperature e gli attacchi di panico?