Varese, 20 agosto 2026 – C’è un’attesa quasi spasmodica per i rovesci che da oggi pomeriggio dovrebbero finalmente cambiare il quadro termico di questa estate rovente. Temperature mai sotto i 30° anche a 1.000 metri, piogge “sparite” fatto salvo qualche temporale di calore, umidità insopportabile. Abbiamo sofferto. E i contraccolpi sulla salute collettiva oltre che sull'ambiente si fanno e si faranno sentire.
Perché ha fatto così caldo? Ce lo siamo chiesti in tanti. Anche ingenuamente. Perché, ovviamente, una sola risposta non c’è. Vietato semplificare, dato che la situazione non è semplice. Proviamo a trovare qualche spiegazione sentendo chi, per lavoro (e un po’ per missione), di caldo, temperature estreme e cambiamenti climatici si occupa quotidianamente. Paolo Valisa, meteorologo, è il responsabile del Centro Geofisico Prealpino, il polo di studi nato in seno alla Cittadella di Scienze della natura fondata da Salvatore Furia, leggendario fondatore della società astronomica Schiaparelli.
Direttore, perché quest’estate ha fatto così caldo e per così tanto tempo?
"Impossibile dare una risposta secca. Nei fatti è successo che da fine maggio abbiamo avuto una grande persistenza dell’alta pressione, salita dal Nord Africa attraverso tutto il Mediterraneo fino all’Europa Centrale. L’Italia – con tutti noi – c’è sempre stata dentro. È vero che l’alta pressione è sempre più presente. Questa persistenza è dovuta a molti fattori. Un Mediterraneo sempre più caldo e una zona tropicale che si espande sempre più verso nord portano l’alta pressione più frequentemente verso le Alpi”.








