Il peggio, probabilmente, deve ancora arrivare. La terza ondata di calore dell'estate 2026 è ormai entrata nella sua fase di maturazione e, secondo gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteorologici, potrebbe accompagnare l'Italia almeno fino al 20 luglio, senza vere interruzioni. Non si tratta soltanto di qualche giorno con temperature elevate. È la durata dell'evento a preoccupare meteorologi, medici e Protezione civile: dieci giorni o più consecutivi con valori ben oltre la media climatica significano città che accumulano calore, edifici che non riescono più a raffreddarsi durante la notte, infrastrutture sotto pressione e un aumento dei rischi sanitari soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.

Il picco: tra domenica e metà della prossima settimana L'apice della nuova fiammata africana è atteso tra domenica 12 luglio e mercoledì 15, quando l'anticiclone subtropicale raggiungerà la massima espansione sul Mediterraneo centrale. Le temperature previste raccontano bene la portata del fenomeno: Sardegna fino a 41-42°C, con punte nell'Oristanese; Puglia fino a 39-40°C; Toscana interna prossima ai 39°C; Val Padana diffusamente tra 37 e 39°C; Roma stabilmente sui 36-37°C; Milano tra 36 e 38°C, ma con umidità molto elevata. Il dato più impressionante potrebbe però essere quello delle temperature minime. Le notti tropicali: il vero nemico Se durante il giorno il caldo mette in difficoltà tutti, è durante la notte che il corpo dovrebbe recuperare. Quest'anno, invece, molte città vivranno diverse "super notti tropicali", con minime superiori ai 25 gradi. Milano, Bologna, Verona, Ferrara, Padova e gran parte della Pianura Padana potrebbero non scendere mai sotto i 26-27 gradi per più notti consecutive. Anche Roma resterà spesso oltre i 24-25 gradi. Significa che abitazioni, asfalto e cemento continueranno a rilasciare lentamente il calore accumulato durante il giorno, impedendo un reale raffrescamento. È uno dei fattori che aumenta maggiormente il rischio sanitario durante le ondate di calore prolungate.