La tregua è finita. Da oggi (con picco previsto mercoledì) le temperature tornano a salire a livelli insopportabili. È la quarta ondata di calore di quest’estate. Mettendo da parte un attimo le conseguenze fisiche che questo caldo atroce ha sui nostri corpi, c’è un aspetto che forse ancora è stato trattato poco: l’effetto della crisi climatica sulla nostra psiche. È vero che d’estate ha sempre fatto caldo (e così rispondiamo subito agli scettici), ma un conto è il caldo di questi giorni, con temperature alte ma nella media. Un conto sono i 40 gradi che ci aspettano e che avevamo lasciato pochi giorni fa.

Alzi la mano chi, leggendo le previsioni, non prova un senso di angoscia all’idea di tornare a sudare senza far niente, di doversi rinchiudere al fresco dell’aria condizionata (per chi chi ce l’ha), di dover aspettare che la notte passi, con quel senso di oppressione tropicale addosso. Una specie di ansia, ecoansia, che ci prende perché forse ci rifiutiamo di ammettere che questa sta diventando la nuova normalità. Non è che si torna indietro, questa non è un’estate particolarmente sfigata, non è la più calda per caso: è l’ultima delle più calde. Fino alla prossima.