L’ultima ondata di calore, la terza di un’estate estrema, si è esaurita meno di una settimana fa quando ecco presentarsi già la quarta, che minaccia di essere anche meno sopportabile delle altre, perché potrebbe essere ancora più afosa. Le previsioni per le prossime due settimane, in base all’elaborazione dei modelli matematici a cura del meteorologo Andrea Vuolo, prospettano picchi fra i 37 e i 42 gradi nelle pianure interne della Penisola, con punte che potrebbero raggiungere i 44 gradi in Sicilia e in Sardegna. Si comincerà a soffrire oggi a partire da Centro-Nord e Sardegna, dopodiché la canicola si estenderà al resto dell’Italia, stavolta senza risparmiare nessuna zona del Paese. «Questa ondata di calore potrebbe essere più intensa di quelle che l’hanno preceduta perché interesserà tutta la Penisola e la sua durata sarà eccezionale, almeno due settimane», spiega il meteorologo. A fare la differenza rispetto alle prime due, quelle dell’ultima decade di maggio e della seconda metà di giugno, è che queste ultime non hanno colpito l’estremo Sud e il versante adriatico. La terza, con i picchi record in Sardegna da 47 gradi (ma neanche nel Centro-Nord e in Sicilia si è scherzato, con punte comprese fra i 38 e i 41 fra Romagna, Umbria e Toscana e di 45 gradi nell’isola), è durata una ventina di giorni investendo l’intero territorio nazionale. La quarta, spiega Vuolo, «sarà simile alla terza e sarà caratterizzata da caldo afoso e temperature notturne che nelle grandi città del Nord Italia come Torino e Milano, ma anche al centro, a Roma e Firenze, andranno dai 20 ai 24 gradi». Colpa delle masse d’aria provenienti dall’Africa che, transitando sul Mediterraneo, si arricchiranno di vapore nei bassi strati, generando un’afa resa ancora più intensa dal fatto che «partiamo da condizioni di umidità già relativamente alta». All’origine della calura in arrivo, un nuovo, possente anticiclone di origine subtropicale-continentale, l’alta pressione che ormai ha rimpiazzato in pianta stabile il vecchio, caro anticiclone delle Azzorre che garantiva estati ben più sopportabili alle nostre latitudini. Il risultato previsto sarà zero termico anche oltre quota 5.000 metri di quota sulle Alpi occidentali e temperature fino a 6-9 gradi rispetto alle medie climatologiche stagionali. La canicola che non mollerà la presa di qui a Ferragosto, vale la pena sottolinearlo, non è eccezionale ma, secondo il fisico del clima del Cnr Antonello Pasini, rientra in un quadro generale preoccupante: «È l’ennesima dimostrazione che il cambiamento climatico nell’area mediterranea procede a ritmi galoppanti - dice il climatologo -. L’anticiclone africano che una volta di più si è sostituito a quello delle Azzorre è l’impronta digitale del mutamento in atto: sempre più spesso la circolazione da Sud a Nord, con conseguente afflusso di aria tropicale, porta vampate di calore africano nelle nostre zone». Il caldo estremo non è l’unico inconveniente, dal momento che dopo la canicola - come insegnano le grandinate di pochi giorni fa - arrivano puntuali i fenomeni di segno opposto: «Appena entra aria più fresca, il contrasto termico origina temporali violenti e precipitazioni molto forti». Anche parlare di «emergenza» è diventato improprio: «Questa è una crisi di lungo periodo - osserva Pasini - e noi dobbiamo pensare al futuro cercando di fermare l’aumento delle temperature. Uno studio recente ha evidenziato la decrescita del Pil in conseguenza dei cambiamenti climatici: è anche una questione di convenienza economica».
Da oggi l’onda di caldo. Sull’Italia picchi fino a 44 gradi: “Durerà due settimane”
Il quarto fenomeno della stagione sarà caratterizzato dall’afa













