Il ministro della Protezione civile fa il punto sulla ricostruzione di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, tra casette ancora abitate e le nuove norme introdotte dal governo
A dieci anni dal terremoto del Centro Italia, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci interviene con l'Adnkronos sulla ricostruzione e sui tempi della fase post-sisma. "Ricostruire dopo una calamità in Italia costa tanto e dura tanto", osserva il ministro, che rivendica il nuovo "codice della ricostruzione" e annuncia che "dal 1° di gennaio del 2027 si chiude lo stato di emergenza". Sul fronte della sicurezza, il giudizio è netto: "L'Italia non è un Paese fatto per la prevenzione".
Ministro, sono passati dieci anni da quella notte. Che ricordo conserva del terremoto di Amatrice e dei giorni che seguirono? C'è un'immagine o un momento di quei giorni che, più di altri, le è rimasto impresso?
"Per chi è nato e ha trascorso buona parte della propria vita in Sicilia, le immagini del post-terremoto richiamano sempre alla mia infanzia, al sisma della Valle del Belice nel 1968. Più o meno le immagini sono le stesse: dolore, morte, spaesamento. La corsa per salvare i superstiti, i primi provvedimenti e poi la fase della ricostruzione che nel Belice è durata tantissimi anni.E il terremoto del 2016, le ricordo, fu cadenzato da 5 episodi sismici, l'uno diverso dall'altro. Parliamo di un'area che ha coinvolto 4 regioni, quasi 180 comuni. Fu un evento davvero triste, che stimolò una gara di solidarietà assolutamente ammirevole da parte non soltanto del sistema nazionale di protezione civile.E i 10 anni servono a ricordare innanzitutto le vittime ma servono anche a fare un consuntivo, perché ogni ricorrenza deve anche rappresentare un momento di riflessione per guardare avanti, fare meglio e fare di più".















