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Valentina Santarpia

Il dossier sulla ricostruzione presentato dal commissario Castelli al Quirinale

Dalle 3.36 del 24 agosto del 2016 un violentissimo sciame sismico si abbatté sul centro Italia con epicentri situati tra i Monti Sibillini, l'alta Valle del Tronto, i Monti della Laga e i Monti dell'Alto Aterno: il terremoto di Amatrice, come viene ricordato per la città che venne rasa al suolo, fece centinaia di morti e migliaia di sfollati. E oggi, a distanza di dieci anni, Guido Castelli, che all'epoca era sindaco di Ascolti e accompagnò il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a visitare i feriti in ospedale, ha consegnato, in qualità di commissario straordinaio dal gennaio del 2023, proprio al capo dello Stato il report sulla ricostruzione. Un dossier corposo, che fa il punto su quanto realizzato nel «cratere», quegli 8 mila metri quadrati di territorio disastrato, che coprono 138 Comuni distribuiti tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, e il destino di 1.200 insediamenti urbani e circa 540 mila abitanti. «Il presidente ha immediatamente capito il senso di questo momento: è sempre molto attento- spiega Castelli all'uscita dal Quirinale - Abbiamo finalmente superato il giro di boa: e anche se rimangono le criticità delle aree più devastate, finalmente registriamo un bilancio positivo».