A dieci anni dalla tragedia che colpì il Centro Italia, il racconto di ciò che accadde subito dopo le 3.36 del 24 agosto 2016. Oltre mille vigili del fuoco da tutta Italia con centinaia di mezzi, squadre specializzate unità cinofile, elicotteri e operatori delle telecomunicazioni si mobilitarono per raggiungere il cratere sismici e assistere la popolazione
Era la notte del 24 agosto 2016, alle 3.36, quando il terremoto che colpì il Centro Italia cancellò in pochi secondi Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e numerose frazioni dell'Appennino centrale. A dieci anni da quella tragedia, Luca Cari, dirigente del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e responsabile della comunicazione in emergenza, dal 2006 gestisce sul campo la comunicazione in emergenza in Italia e all'estero, racconta la sua esperienza in "Salvare vite. Il terremoto di Amatrice e del Centro Italia raccontato dai vigili del fuoco", edito da Mondadori.
Le prime ore dopo il sisma
Nel volume, Cari ricostruisce le prime drammatiche ore successive alla scossa di magnitudo 6.0, descrivendo la macchina dei soccorsi che si mette in moto da tutta Italia: oltre mille vigili del fuoco, centinaia di mezzi, squadre specializzate Saf e Usar, unità cinofile, elicotteri e operatori delle telecomunicazioni raggiungono il cratere sismico per cercare superstiti tra le macerie e assistere la popolazione.






