"Rimarrà per sempre fissata nelle nostre menti e nei nostri cuori la notte del 24 agosto 2016, sconvolta dalla terribile scossa delle 3.36 che ha devastato il Centro Italia e ha dato il via alla sequenza sismica che ha dispiegato i suoi effetti distruttivi nei mesi successivi, interessando un'area immensa: 8mila chilometri quadrati, 4 Regioni, 138 Comuni".
Giorgia Meloni, nel nono anniversario del terrificante terremoto che colpì Marche e Lazio, oltre a Umbria e Abruzzo, distruggendo tra le altre località Amatrice, Accumoli e Arquata sul Tronto, scrive al Messaggero una lettera per "ricordare chi non c'è più e stringerci ancora una volta ai familiari delle vittime. Rinnoviamo il nostro ringraziamento a tutti i soccorritori che, fin dalle primissime ore della tragedia, hanno lavorato incessantemente per salvare quante più vite possibili e aiutare chi aveva bisogno. L'Italia non dimenticherà mai il loro eroismo e le straordinarie pagine di solidarietà che in quelle ore e in quei giorni sono state scritte dal nostro popolo".
Nove anni dopo, tiene ancora banco la ricostruzione. E la polemica politica, visto che oggi nessun esponente delle istituzioni è stato invitato alle cerimonie commemorative. Chi ci andrà, lo dovrà fare a titolo personale e privato. "Oggi il cratere sismico è il cantiere più grande d'Europa - scrive Meloni - e in questo cantiere non si stanno ricostruendo solo le case, gli edifici pubblici, le chiese e le fabbriche. Si sta ricostruendo anche la vita di un'intera comunità, travolta da un evento che ha cambiato per sempre il volto di borghi, città, territori. Territori che già prima del terremoto stavano affrontando i problemi tipici delle aree interne, dalla crisi demografica alla fragilità idrogeologica, e che chiedono risposte concrete. Ecco perché il Governo ha lavorato con determinazione e caparbietà in questi anni per imprimere, dopo troppi rinvii e false partenze, una decisa accelerazione nella ricostruzione post sisma".











