HomeCronacaAmatrice, dieci anni dopo. Dalle macerie alla zona rossa. La ferita è ancora apertaNel centro storico edifici puntellati, vuoti e cantieri sono le cicatrici del sisma. Il sindaco: "La ricostruzione è partita davvero, ma il nuovo paese sarà diverso". .Nel centro storico edifici puntellati, vuoti e cantieri sono le cicatrici del sisma. Il sindaco: "La ricostruzione è partita davvero, ma il nuovo paese sarà diverso". .Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Flavio NardiniAMATRICE (Rieti)L’orologio della torre civica di Amatrice il 24 agosto del 2016 si fermò alle 3.36. Dieci anni dopo il tempo è tornato a muoversi, seppure lentamente. Quelle lancette immobili sembravano voler fissare una notte di paura e morte, quando il terremoto di magnitudo 6 uccise 237 persone solo nel piccolo paesino del Lazio. Quella via che dieci anni fa era sepolta dalle macerie di case, negozi, convento e del ristorante Roma, paradiso dell’Amatriciana, adesso è una distesa di nulla, costeggiata dalla zona rossa in attesa di una rinascita. E allora se non puoi ancora vedere quello che sarà, provi a sentire quello che è stato.

"Venite, in questa via si sentono ancora gli odori di Amatrice" dice orgoglioso Giorgio Cortellesi, sindaco del paese dal 2021, mentre ci accompagna in un tour all’interno del vecchio centro in fase di ricostruzione. Per camminare nella zona rossa serve il caschetto, tra edifici puntellati e lavori in corso. Qualcosa si sta muovendo. Passato il centro, Amatrice prende vita, tra nuove costruzioni e centri commerciali. Ma è qui, nella parte storica, che è tangibile la ferita del sisma, in questo paese di poco più di duemila abitanti che per decenni ha vissuto anche grazie ai tanti villeggianti che d’estate si rifugiavano a quasi mille metri d’altitudine.