A dieci anni dal terremoto che colpì Amatrice, nella notte del 24 agosto 2016, ecco il racconto dei residenti rimasti sfollati: il loro tetto, oggi, è ancora quello delle abitazioni d’emergenza.
Un decennio dopo, spiega Mario, residente che ha vissuto in prima persona la tragedia del terremoto, il dispiacere maggiore è quello di non poter vivere nella propria abitazione. Tra le lamentele, anche quella di un caldo opprimente, anche alla luce del clima del cambia e della provvisorietà della costruzione.
“Mi manca tutto della mia casa: il camino, il prato, il giardino – racconta un’altra sfollata mentre mostra l’abitazione temporanea che le è stata assegnata – A casa facevamo l’orto. Qui invece che fai?”.










