Dieci anni fa il sisma che devastò Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, ancora 8.500 nuclei familiari senza casa. Castelli all'Adnkronos: "Puntiamo a ridurli a 3mila entro il 2029. Intanto crescono occupazione giovanile e nuovi residenti"

A dieci anni dal terremoto che devastò il Centro Italia, quasi 5.500 nuclei familiari sono tornati nelle proprie abitazioni, mentre circa 8.500 restano ancora fuori casa. Ma, secondo il commissario straordinario per la ricostruzione e la riparazione post-sisma 2016, Guido Castelli, i segnali più incoraggianti arrivano oggi dal fronte sociale ed economico: il tasso di spopolamento si è ridotto dallo 0,8% allo 0,3%, il saldo migratorio è tornato positivo e nel solo 2025 sono stati attivati 106mila rapporti di lavoro, con il 42% delle nuove assunzioni che ha riguardato under 35. Numeri che, spiega in un'intervista all'Adnkronos, mostrano come la ricostruzione possa diventare non soltanto un'opera di riparazione dei danni causati dal sisma, ma anche un modello di rilancio delle aree interne.

Dalle ferite al futuro

A gennaio, quando le è stato rinnovato il mandato, definì il decennale del sisma un richiamo al 'dovere collettivo' di trasformare una ferita profonda in una nuova prospettiva di futuro. È ancora di questo avviso?