Tra una settimana saranno trascorsi dieci anni dal terremoto che nel 2016 sconvolse il Centro Italia e anche le Marche. L’occasione è quella giusta per fare il punto con il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli.
Commissario, partiamo dell’intervista pubblicata dal Carlino di ieri in cui il segretario generale della Cgil Marche sostiene che dopo il terremoto "ricostruire non basta" e che oggi si pensa troppo agli edifici e poco alle persone. Che ne pensa?
"Intanto precisiamo che dal 2023 abbiamo sbloccato la ricostruzione materiale, liquidato circa il 70% della privata e fatto partire il 98% della pubblica. Non diamolo per scontato. Che poi ci si debba concentrare anche sulle comunità è cosa risaputa e che stiamo facendo. Con il programma Next Appennino ed altri strumenti promossi d’intesa con il Governo nazionale e il presidente Acquaroli per il rilancio sociale ed economico dei nostri borghi. Con il DL 144 dello scorso 7 agosto è stata rafforzata questa impostazione destinando il 4% dei fondi per la ricostruzione proprio in favore di programmi socioeconomici. Il giudizio di Santarelli credo che sia semplicemente dovuto ad una scarsa conoscenza di questi strumenti".
Quanti sono i cittadini che ancora non sono rientrati nella loro prima casa?







