CITTÀ DEL VATICANO. Il decennale del sisma ad Amatrice e nell’Italia centrale è, con mostre e dibattito tra ministri e commissari di governo per la ricostruzione al centro del Meeting visitato ieri da Papa. All'Angelus il Pontefice ricorda proprio il decimo anniversario del terremoto ad Amatrice: “Domani ricorre il decimo anniversario del terremoto che ha colpito il centro Italia tra Lazio, Umbria e Marche. Prego per i defunti e per le loro famiglie e per tutte le comunità coinvolte. La fede e la solidarietà continuino a sostenere l'opera di ricostruzione”. L’esposizione al Meeting si intitola proprio: “Visioni del cuore d’Italia ferito dal terremoto e della sua rinascita. 2016-2026”. Significato della presenza “La fede, non ci è data una volta per tutte; al contrario, abbiamo sempre bisogno di riscoprire il volto di Cristo e il suo Vangelo, di approfondire il suo messaggio e rinnovare le scelte della nostra vita, perché siano coerenti con quanto professiamo, vincendo la tentazione di sapere già tutto e di fare della fede un'abitudine”, evidenzia il Papa all'Angelus in piazza San Pietro. Il Pontefice aggiunge: “La domanda che ogni giorno ci viene posta - chi è Gesù per me e qual è il significato della sua presenza nella mia vita - emerge specialmente nella preghiera e quando meditiamo sul Vangelo; ma anche quando ci troviamo davanti alle ferite e ai bisogni dei fratelli, oppure nelle relazioni e nelle situazioni che più interpellano la nostra coscienza”. Inoltre “nel campo della nostra vita, insomma, possiamo verificare se per noi il Signore Gesù è soltanto un grande personaggio della storia che ha detto e fatto cose importanti, oppure il Cristo di Dio, Colui che è stato inviato per farci entrare nell'amore del Padre e trasformare la nostra vita e il mondo in cui viviamo”. Emergenze Robert Francis Prevost all'Angelus esprime vicinanza anche alla popolazione della Repubblica Centrafricana “che piange le vittime del crollo avvenuto in una miniera a Zamboiel”. Quindi “il Signore accolga quanti hanno perso la vita e sostenga l'impegno di garantire la sicurezza e la legalità dei siti minerari”. Prosegue: “Nella mia preghiera ricordo spesso la Repubblica Democratica del Congo, in particolare per il diffondersi dell'epidemia ebola che purtroppo sta provocando molte vittime”. Il Papa incoraggia “una risposta da parte della comunità internazionale che coinvolga anche le comunità locali nell'opera di prevenzione per salvare tante vite umane”.