Robecchetto con Induno (Legnano), 14 agosto 2026 – ​​​​​​Campi aridi, colture del mais ingiallite. La siccità sta mettendo a rischio la qualità e il quantitativo della produzione cerealicola.

“Quest’anno nell’area del Castanese, irrigata con le acque del canale Villoresi, in primavera abbiamo evitato di irrigare i prati e tutto ciò che era a taglio, frumento e orzi, così da tenere immagazzinata l’acqua per le coltivazioni di mais e riso, che ne richiedono molto di più. Purtroppo – afferma Sandro Passerini, dell’azienda agricola Cirenaica – non è servito a nulla. Abbiamo sacrificato parte dei nostri raccolti per niente”.

Verificare l’umidità

Passerini, che ha aderito ad un progetto per la verifica dell’umidità nel terreno con la posa di sonde a diverse profondità, è perentorio. “Occorre rivedere la gestione invernale dei livelli dei laghi, soprattutto il lago Maggiore. Il livello 1,20-1,50 non è sufficiente. Si può arrivare a 1,70-1,80 anche in base alle normative esistenti, ma non lo si è mai fatto. Oggi abbiamo tecnologie tali – dalle previsioni meteo, ai pluviometri, alla gestione delle paratie – che ci permettono di agire nell’immediato, senza creare problemi alla navigazione e ai residenti”.