HomeRavennaCronacaAgricoltura, è allarme siccità: "Viti, mais e pure ulivi in difficoltà"Zampini (Coldiretti): "Abbiamo chiesto una deroga per i prelievi dai fiumi: vuol dire salvare i raccolti"Matteo Antonelli osserva i propri terreni nel forese, a San Marco: è tra gli agricoltori del nostro territorio che preleva acqua dal Montone per irrigare le sue piante (foto Zani)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIeri il temporale. Una breve parentesi, perché oggi torniamo nella morsa del caldo. E ci tornano le piante, nei campi di tutto il territorio: colture cerealicole e frutteti che rischiano di finire nella morsa della siccità, soprattutto nei punti in cui non arriva la rete dei consorzi di bonifica con l’acqua del Cer. "In pianura abbiamo grossi problemi nelle zone in cui le aziende agricole attingono da fiumi in carenza d’acqua – dice Assuero Zampini, direttore provinciale di Coldiretti Ravenna –. In questo momento non ci sono situazioni di allarme sul Cer per il rifornimento idrico, ma il caldo anticipa le maturazioni, sfasando i cicli produttivi. Presumiamo che ci saranno elementi di sofferenza sulla campagna del pomodoro perché le varietà tendono a maturare in un periodo più breve, inoltre la raccolta delle bietole è arrivata prima per la maturazione anticipata dal clima. Ci sono problemi nel settore della frutta perché varietà diverse arrivano a maturazione contemporaneamente, creando un momento di difficoltà nella fase di raccolta e gestione". Per il mais, prosegue Zampini, si prevedono "cali produttivi del 15%". Per questo motivo Coldiretti sta portando avanti le istanze di diverse aziende agricole che chiedono una deroga al deflusso minimo vitale, ovvero la quantità minima di acqua in un fiume oltre la quale non si può prelevare. "Abbiamo fatto presente alla Regione e a tutti gli enti le difficoltà e i rischi, chiedendo la massima velocità per analizzare la richiesta di deroga. Vuol dire salvare i raccolti, le piante e i redditi degli agricoltori". Nel Ravennate gli attingimenti dai fiumi riguardano Ronco e Montone nel forese, a cui si somma il Lamone tra Bagnacavallo e Mezzano. "E il Cer sta rifornendo anche i fiumi, tra cui il Lamone – aggiunge Zampini – e questa è una funzione importantissima che a volte viene sottovalutata: contribuisce a mantenere il deflusso minimo vitale. Questo non fa bene solo agli agricoltori, ma a tutti gli utenti, visto che l’acqua immessa nei fiumi è la stessa potabilizzata dalla pubblica amministrazione".
Agricoltura, è allarme siccità: "Viti, mais e pure ulivi in difficoltà"
Zampini (Coldiretti): "Abbiamo chiesto una deroga per i prelievi dai fiumi: vuol dire salvare i raccolti"















