HomeEmilia RomagnaCronacaSiccità estrema nell’estate rovente, riserve idriche agli sgoccioli: come affrontare l’emergenzaAnche la portata del fiume Po è più che dimezzata. Gli agricoltori: “Un Mose per fermare il cuneo salino. Un’opera ancora in sola fase di progettazione e di studio di fattibilità, che costerebbe una cifra tra i 25 e i 100 milioni”Estate rovente, la siccità è "estrema": riserve idriche in calo vertiginosoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBologna, 10 agosto 2026 – Venticinque chilometri: l’acqua salata del mare (bollente) risale lungo quello che una volta si chiamava ‘il grande fiume’ per una distanza che in auto si percorre almeno in mezz’ora. E non è solo un modo di dire, è anche un modo per morire: a destra e a sinistra di questi 25 chilometri gli agricoltori non possono approvvigionarsi d’acqua dal Po per irrigare i campi proprio nel momento in cui ce ne sarebbe più bisogno. Così, guardano il frutto della loro terra avvizzirsi sotto il sole feroce.
Adeguarsi all’emergenza
“Le temperature elevate persistenti stanno esasperando le ultime riserve d’acqua, e cioè i grandi laghi prealpini. Tranne il lago di Garda, le acque a disposizione dei laghi Maggiore Como e Idro sono quasi esaurite. L’emergenza continua e ancora non se ne vede la fine – fa il punto, sconsolato, il segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del Fiume Po, Alessandro Delpiano –. Le conseguenze dei cambiamenti climatici nel nord Italia potrebbero diventare ancora più gravi, per agricoltura, industria e per il sistema vitale nel suo complesso. Senza acqua e senza cibo non può esserci vita, pertanto dobbiamo presto adottare ulteriori misure di adattamento ai cambiamenti climatici, per non trovarci tra pochi anni a vivere situazioni persino peggiori di questa”. La portata del fiume Po: il 6 agosto e la media storica










