PORTOGRUARO (VENEZIA) - Non è più soltanto la mancanza d'acqua a preoccupare gli agricoltori del Veneto Orientale. Il lungo periodo di siccità, combinato con temperature particolarmente elevate, sta mettendo in seria difficoltà anche le colture raggiunte dall'irrigazione, con il rischio di perdere una parte consistente della produzione. A raccontare quanto sta accadendo nei campi è Tiziano Baldo, titolare di un'azienda agricola di Concordia Sagittaria specializzata in seminativi, tra mais, soia, bietole e frumento. «Nella nostra zona non abbiamo avuto grossi problemi di fornitura d'acqua da parte dei Consorzi di bonifica spiega Baldo , anche se nell'ultimo periodo ci sono state alcune limitazioni in determinate aree a causa del cuneo salino. Il vero problema sono però le temperature».
TEMPERATURE ELEVATE Il caldo intenso sta infatti riducendo fortemente l'efficacia delle irrigazioni. Una situazione che rischia di tradursi in pesanti perdite anche per quelle aziende che hanno sostenuto costi importanti per cercare di salvare le coltivazioni. «Nonostante due o tre irrigazioni, le alte temperature stanno praticamente bruciando mais e soia prosegue Baldo Con questo caldo l'acqua non dà più le risposte che dava negli anni precedenti, quando magari c'era siccità, ma non temperature così elevate. Stimiamo perdite attorno al 20-30% anche sulle colture irrigate». Nei terreni dove non è stato possibile irrigare, il quadro è ancora più difficile. La siccità rischia in alcuni casi di compromettere quasi completamente il raccolto, mentre anche nelle aree servite dall'acqua le rese potrebbero risultare fortemente ridimensionate. E le eventuali piogge dei prossimi giorni potrebbero ormai incidere solo parzialmente. RACCOLTI A RISCHIO «Per il mais la produzione è ormai compromessa sottolinea Baldo Se dovesse piovere nei prossimi giorni si potrebbe forse recuperare qualcosa sulla soia, che in questo momento sta riempiendo i bacelli, ma purtroppo una parte dei danni è già fatta». Secondo Baldo, per risolvere il problema in maniera strutturale è necessario realizzare infrastrutture capaci di conservare l'acqua quando è disponibile. «Abbiamo bisogno di poter immagazzinare e trattenere l'acqua che cade nei periodi invernali e primaverili, invece di doverla mandare a mare, per averla a disposizione quando serve». Un'esigenza condivisa dalle organizzazioni agricole. LE CATEGORIE Federica Senno, presidente di Cia Venezia, ricorda come proprio nel Veneto Orientale sia stato necessario sospendere temporaneamente il servizio irriguo in alcune zone per la scarsità d'acqua dolce e la risalita del cuneo salino. «Non possiamo sempre rincorrere la crisi puntualizza Senno , chiediamo bacini di accumulo capaci di conservare la risorsa nei periodi di maggiore disponibilità». «Serve un salto di qualità nella gestione dell'acqua aggiunge la presidente di Coldiretti Venezia Tiziana Favaretto , superando la logica dell'emergenza attraverso investimenti strutturali in invasi e bacini multifunzionali».













