HomeVenetoCronacaDal mais al riso, la falce della siccità ‘Avanti con il piano per gli invasi’Soffrono le campagne lungo il bacino del Po. Sono sotto pressione soprattutto mais e colture estive. In alcune aree i danni al mais superano già il 30%, con punte fino al 70%. Crescono le preoccupazioni anche per il riso e la produzione di foraggio. Sotto osservazione pomodoro, soia, barbabietola. E il cuneo salino continua ad avanzare, ‘tagliando’ la disponibilità di acqua dolce. Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto: ‘Per il Veneto l’acqua è un’infrastruttura strategica al pari delle altre grandi reti del territorio’Carlo Salvan, presidente Coldiretti Veneto, in un campo di mais arso dalla siccitàRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPadova, 13 agosto 2026 - Soffrono le campagne lungo il bacino del Po. Sono sotto pressione soprattutto mais e colture estive. In alcune aree i danni al mais superano già il 30%, con punte fino al 70%. Crescono le preoccupazioni anche per il riso e la produzione di foraggio. Sotto osservazione pomodoro, soia, barbabietola. E il cuneo salino continua ad avanzare, ‘tagliando’ la disponibilità di acqua dolce.
‘Il caldo e la siccità stanno presentando un conto sempre più pesante alle nostre aziende agricole – sottolinea Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto –. In Veneto aumenta il ricorso all’irrigazione per salvaguardare le produzioni, ma insieme all’acqua crescono anche i costi a carico delle imprese. E la situazione riguarda anche gli allevamenti, perché la minore disponibilità di foraggi si aggiunge allo stress provocato dalle alte temperature’.









