HomeAnconaCronacaLa grande sete dell’agricoltura: "È una crisi che investe tutti"Cia e Coldiretti prevedono raccolti scarsi per cereali e ortaggi. Colpita anche la viticoltura. Le maggiori difficoltà in collina, dove non arriva la rete irrigua del consorzio di bonifica regionale.La terrà è arida nonostante i temporali di luglio, intensi ma breviRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguicidi Anna MarchettiANCONAAndrea Mignini, imprenditore agricolo in provincia di Ascoli Piceno, 34 anni, laureato in Agraria, ha ripreso l’attività dei nonni sui terreni di proprietà: 20 ettari tra oliveti e seminativi che gestisce da solo.
Come stanno incidendo caldo e scarsità di acqua sulle sue coltivazioni? "Il caldo eccessivo e l’aria secca determinano una forte traspirazione degli olivi e la conseguente minore produzione di olive. A giugno le olive sulle piante erano abbondanti, ma le successive alte temperature hanno favorito la loro caduta a terra. Il caldo incide su quantità e qualità della produzione: le olive sono più piccole e raggrinzite, speriamo di recuperare con le piogge di settembre".
Siccità e temperature roventi sono la nuova normalità o l’estate 2026 è un’eccezione? "Di eccezionale non c’è più niente, purtroppo ogni anno è sempre più caldo: le piante arboree (olivi, viti, alberi da frutto) si adeguano, cercando di salvare se stesse e sacrificando la produzione. È invece netta la perdita per quanto riguarda cereali, girasole, mais".










