TRENTO. Dopo le mele la raccolta anticipata tocca anche l'uva. È iniziata lunedì in Trentino con più di due settimane di anticipo rispetto alla tradizionale tabella di marcia, la vendemmia per la raccolta delle prime uve di Chardonnay destinate alle basi spumante. Un anticipo record rispetto alle ultime annate, dettato dal caldo eccezionale, da una pioggia «con il contagocce» e dal perdurare di notti tropicali, sopratutto a valle. E tra le preoccupazioni per una qualità a rischio e le speranze di precipitazioni senza grandine o bufere, si fa strada un problema concreto e già impellente: la manodopera durante la settimana di Ferragosto.

Il quadro generale. «Se è vero che da una parte la qualità di frutta è ottima, dall'altra continua a preoccupare la persistenza di temperature elevate». Così il presidente di Coldiretti Trentino-Alto Adige Gianluca Barbacovi in merito all'anticipo della raccolta. «La pianta in generale - spiega - è un po' debilitata e sta soffrendo il caldo, ma il nodo è anche quello dell'acqua. Se sul melo abbiamo infatti quasi la totalità della superficie trentina irrigata, sull'uva la copertura non è totale e lì qualche danno ci potrebbe essere. Su qualche vigneto ci sono già le foglie gialle».