(ANSA) - ROMA, 08 AGO - Col caldo da bollino rosso lungo tutta la Penisola la vendemmia gioca d'anticipo, con l'avvio già dato, dalla Franciacorta alla Sicilia, dall'Alto Adige alla Maremma, alla raccolta delle uve atte a divenire base spumante per continuare con le altre varietà precoci a partire da lunedì 10 agosto, quando peraltro le oltre 700 cantine associate al Movimento del Turismo del vino apriranno le porte agli enoappassionati per "Calici di stelle", tradizionale brindisi notturno per ammirare le Perseidi in cielo. Oltre all'anticipo della raccolta delle uve la vendemmia in corso presenta la novità del tetto alle rese produttive, già deliberata da Toscana e Abruzzo e chiesta alla Regione dall'Istituto marchigiano di tutela vini, per far stare sul mercato il vino made in Italy, senza gravare le cantine con ulteriori giacenze di invenduto. Si punta dunque sulla qualità e, salvo aree del teramano colpite dalla grandine, lo stato sanitario delle uve da' una carica di ottimismo ai viticoltori che prefigurano una buona annata. Nel 2025, secondo quanto comunicato dall'Italia alla Commissione europea, la produzione vinicola made in Italy è stata di 44,383 milioni di ettolitri, in linea con l'anno precedente (+0,7%) ma le giacenze a febbraio 2026 hanno segnato un netto rialzo fino a raggiungere il +7,5%. Una giacenza in cantina, perlopiù di vini comuni e Igt mentre le Dop hanno limitato gli stock al palo, che ha messo in allarme gran parte dei Consorzi di tutela dei vini che hanno chiesto alle rispettive Regioni di limitare quest'anno le rese produttive fino a paventare in alcuni casi, come extrema ratio, la misura dell'espianto dei vigneti. L'Italia del vino dunque non corre più per il primato produttivo, ma punta a salvaguardare tramite la qualità delle produzioni la sua competitività nel mercato globale. (ANSA).