Ogni anno la corsa contro il tempo diventa sempre più frenetica. I grappoli d’uva appesi nei vigneti d’Italia anche questa estate stanno maturando in fretta. Così in fretta da correre ai ripari. Non a caso la vendemmia 2026 è iniziata con dieci giorni di anticipo rispetto alla media, spinta da temperature elevate e da una siccità persistente che hanno accelerato la maturazione delle uve. Il primo segnale è arrivato dall’Oltrepò Pavese, dove, nell’azienda vinicola “Defilippi I Gessi” di Oliva Gessi, sono cominciate le operazioni di raccolta delle varietà bianche destinate alla produzione di spumanti. Un avvio precoce che, secondo Coldiretti, rappresenta una delle manifestazioni più evidenti di un cambiamento climatico ormai strutturale, destinato a incidere in modo crescente sulle strategie delle imprese vitivinicole.

Se in passato la raccolta nell’area pavese prendeva generalmente il via nella prima decade di agosto, quest’anno il calendario è stato ulteriormente anticipato. E il fenomeno potrebbe estendersi anche ad altre regioni. In Toscana, per esempio, la raccolta del Sangiovese potrebbe iniziare già intorno alla metà di agosto, una prospettiva insolita per una varietà destinata soprattutto ai grandi vini rossi, la cui vendemmia si colloca tradizionalmente tra settembre, ottobre e novembre.