Pubblicato il: 03/08/2026 – 7:05
COSENZA La sfida della qualità contro il rebus dei numeri. La vendemmia 2026 si aprirà (a breve anzi brevissimo) anche in Calabria sotto il segno di una sfida ormai strutturale: quella dei cambiamenti climatici. Nel pieno di un’estate caratterizzata da temperature elevate, lunghi periodi di siccità alternati a fenomeni meteorologici estremi e intensi e una crescente pressione sulle risorse idriche, i vigneti regionali si preparano a una raccolta anticipata rispetto alle medie storiche, confermando un trend osservato negli ultimi anni.Le prime valutazioni lasciano intravedere una stagione complessa ma non priva di elementi positivi. Se da un lato infatti il caldo ha accelerato la maturazione delle uve, dall’altro le aziende che hanno investito in innovazione, tecniche di gestione sostenibile del suolo, irrigazione di soccorso dove consentita e monitoraggio costante dei vigneti sembrano aver contenuto gli effetti più critici dello stress idrico. La qualità delle produzioni dipenderà molto dall’escursione termica delle settimane che precedono la raccolta, fondamentale per preservare aromi e acidità. Ma l’orizzonte è quanto mai incerto e ne è conferma l’attendismo di Ismea, Assoenologi e Uiv che non si sbilanciano – come accade tra i “cugini” francesi – e non a caso forniranno i dati a vendemmia ultimata per non influenzare i listini e innescare speculazioni turbando un mercato già messo a rischio dal crollo dei consumi: nella Gdo italiana vendite in calo dell’1,7% di volume e 0,3% di valore nel primo semestre 2026, all’estero e nell’export non va meglio e intanto giacciono invenduti oltre 46 milioni di ettolitri di vino nelle cantine italiane.












