PADOVA - Nonostante il caldo anomalo e la persistente siccità registrati quest’estate, si prospetta un’ottima annata per quasi tutti i vini dei Colli. Ufficialmente la vendemmia inizierà domani, quando aprirà i battenti la Cantina dei Colli Euganei di Vo', con le uve precoci quali il Pinot nero, il Pinot grigio, il Pinot bianco e lo Chardonnay. Più avanti i rossi, che promettono una qualità e una resa eccellente.

IL DETTAGLIO L’unica nota negativa è la performance del Moscato bianco (-20% rispetto ad un’annata regolare), il quale va in stress con temperature di molto superiori alla media. Così, appunto, è accaduto nelle settimane scorse. Di valore, invece, la produzione e la qualità stessa del Moscato Fior d’Arancio. «Durante il periodo primaverile e estivo i Colli sono stati risparmiati da forti grandinate e nubifragi – sottolinea Cia Padova – In una stagione nera per il mondo agricolo padovano, con perdite stimate fino ad un -50%, i risultati del vino rappresentano un punto di forza rispetto al quale siamo chiamati a continuare a scommettere». «Oggi il mercato ricerca vini leggeri e beverini – commenta il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello – Fanno molta più fatica i rossi, il cui export si è quasi azzerato. Un peccato, visto il successo che promette l’imminente vendemmia». In ogni caso, precisa, «i tipici terreni vulcanici degli Euganei garantiscono sempre e comunque una buona gradazione alcolica e una performance qualitativa di alti livelli». ALLARME ANIMALI SELVATICI Sullo sfondo rimane irrisolto il problema della fauna selvatica. Col solo loro passaggio, cinghiali e daini mettono a rischio il raccolto di un anno intero. Giorgia Veronese è una giovane viticoltrice di Valnogaredo: «Nell’attuale momento storico stiamo assistendo ad una proliferazione importante, soprattutto di ungulati. Noi ci salviamo mediante apposite recinzioni elettrificate. Ogni tanto, però riescono comunque ad entrare causando danni ingenti». Peraltro, in questi giorni proprio i cinghiali si stanno spostando verso la pianura alla ricerca di acqua, oltre che di uva, mais e soia. «Alle autorità competenti – aggiunge il presidente Bisarello – chiediamo di dare continuità alle operazioni di contenimento, pure al fine di scongiurare l’avvento della peste suina africana in Veneto. I cinghiali, difatti, sono i principali vettori di questo virus». Per quanto riguarda il settore vitivinicolo, in provincia sono 7.500 gli ettari vitati, per un fatturato annuo che sfiora i 70 milioni di euro. «Numeri che confermano la strategicità del comparto», conclude il presidente. Nel Conselvano, anche grazie al maggior utilizzo dell'irrigazione a goccia, possibile perché si tratta di vigneti di pianura, la vendemmia avrà inizio subito dopo Ferragosto, con l'apertura della Conselve vigneti & cantine, la cooperativa storica del territorio, che peraltro potrebbe accogliere alcuni conferimenti di uve per particolari necessità che si dovessero manifestare nei giorni precedenti.