Broni. Mai come quest’anno la vendemmia in Oltrepò Pavese risentirà dell’incognita climatica. Se, infatti, due anni fa l’emergenza era legata alle troppe piogge e al dilagare della peronospora, oggi la situazione è all’opposto: il cado prolungato di queste settimane e le temperature roventi, infatti, stanno condizionando la maturazione delle uve, da cui dipende l’avvio della raccolta. Le previsioni Se non cambierà nulla, al momento l’inizio delle operazioni è fissato nei primi dieci giorni di agosto: se fino a qualche settimana fa si prevedeva una raccolta molto anticipata, addirittura alla fine di luglio, il caldo intenso dell’ultimo periodo ha rallentato la maturazione delle uve. C’è poi anche l’incognita maltempo, con il rischio di eventi estremi, dopo queste ondate di calore, dietro l’angolo: sabato scorso, infatti, la grandine ha fortunatamente solo sfiorato i vigneti. «In questo momento siamo ancora nel campo delle previsioni. Quella che inizialmente sembrava destinata a essere una vendemmia anticipata potrebbe, in realtà, rientrare in un cronoprogramma sostanzialmente standard - dice Andrea Picchioni, viticoltore di Canneto Pavese e socio Confagricoltura Pavia -. Nelle prime fasi abbiamo registrato un’accelerazione nello sviluppo delle uve, ma la prolungata siccità sta ora rallentando la maturazione. Paradossalmente, al momento risultano più avanti alcuni vigneti situati in alta collina. Auspichiamo che le aspettative di un’annata promettente siano confermate. È però necessario attendere ancora: la scarsità d’acqua e il rischio di eventi atmosferici estremi possono incidere in maniera significativa sull’ultima parte della stagione». «La viticoltura dell’Oltrepò Pavese sta affrontando una fase molto delicata a causa delle alte temperature di questo periodo – sottolinea Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia –. Al momento non c’è allarme, ma se le condizioni non dovessero migliorare la situazione potrebbe complicarsi. Il caldo oltre i 35 gradi può accelerare la maturazione delle uve, provocare stress idrico e aumentare il rischio di scottature dei grappoli, mentre le notti troppo calde possono influenzare la qualità delle uve». Al di là del meteo, la preoccupazione è anche per la tenuta sociale delle aziende, con la speranza di una ripartenza anche per Terre d’Oltrepò, la più grande cantina cooperativa della Lombardia. «Se la terra risponde bene, è il mercato a preoccuparci - afferma Andrea Emilio Antonioli, presidente di Cia Agricoltori Italiani Pavia -. Tra consumi in calo a livello globale e giacenze ancora pesanti, i viticoltori stanno affrontando una fase delicata. Non è una crisi solo nostra, ma serve una reazione comune: è urgente avviare un confronto territoriale che veda protagonista anche Regione Lombardia. In questo quadro, il futuro degli stabilimenti di Terre d’Oltrepò è cruciale. Ci auguriamo che si trovi presto un nuovo equilibrio, visto che questa realtà rappresentava un vero pilastro del territorio». Produzione in calo Se non arriveranno le piogge ad aumentare il volume dei grappoli, si prospetta anche un calo di produzione. «La vite risponde sicuramente meglio alla siccità e allo stress idrico rispetto che al riso, certo è che un po’ d’acqua in più non farebbe male, anche se questa scarsità ha impedito il proliferare di malattie della vite, come la peronospora, garantendo la sanità delle uve - evidenzia il direttore del Consorzio, Riccardo Binda -. Al momento si prevede un avvio ad inizio agosto, a meno che, in caso di pioggia, ci sia una spinta vegetativa e quindi qualche giorno di anticipo. Non credo che sarà una vendemmia abbondantissima, proprio perché per questo stato di siccità incide anche su questo, diciamo che ci aspettiamo una produzione un po’ sotto la media». Fabiano Giorgi, presidente del Distretto del vino e vicepresidente del Consorzio, prevede un calo di produzione del 20-30%: «Avremo una resa in vigna e in cantina sicuramente inferiore perchè l’uva si sta asciugando - conferma -. Credo che il clou dell’avvio della raccolta sarà tra il 6-8 agosto visto che la maturazione ha un po’ rallentato. La qualità però è molto eccellente, siamo molto contenti del Pinot Nero. Poteva essere un’annata record, con un’uva ancora migliore, se si fossero mantenute le solite escursioni termiche di notte, invece di questo caldo prolungato ed esaperato».
Vino, l’incognita del caldo sulla raccolta in Oltrepò: «Grappoli a rischio scottatura»
Il via previsto nei primi giorni di agosto: «Maturazione rallentata»








