HomePaviaEconomiaOltrepò Pavese, la crisi del vino: sui produttori l’incubo del mercatoIl risiko delle cantine, lo spettro della remunerazione dell’uva a prezzi stracciati, le possibili chiusure. Tutti i problemi di un comparto da milioni di bottiglie. Le speranze nel Classese e nei bianchiVendemmia in Oltrepò: a Pavia sono 12.500 gli ettari a viteRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciPavia – Circa 12.500 ettari dedicati al vino, con una produzione di oltre 790mila quintali nel 2022.

Gran parte dell’attività vitivinicola della provincia si concentra nell’Oltrepò pavese: il 94% degli addetti nel comparto delle bevande lavora, infatti, nei comuni di questo territorio dove la produzione vitivinicola ha una posizione di rilievo nel panorama regionale: rappresenta il 44% della produzione di uva da vino della Lombardia ed è destinata a vini docg/doc/igt per più del 95% (dati 2022). Nello specifico, la provincia conta 11 denominazioni (9 con zona di produzione nell’Oltrepò Pavese). Dal 2024, però, molto è cambiato. Quella è stata definita la vendemmia “peggior degli ultimi anni”, a causa della peronospora, che ha provocato un calo del raccolto del 60%. Proprio in quel momento è cominciata la crisi della cantina Terre d’Oltrepò, la più grande cooperativa della Lombardia nata nel 2008 dalla fusione tra la cantina di Casteggio (fondata nel 1907) e la Cantina sociale intercomunale di Broni (nata nel 1960) a cui nel 2017 si è aggiunta La Versa, marchio storico risalente al 1905, acquisita insieme a Cavit e nel 2020 rilevata interamente. Un grande gruppo che pesa per il 50% sulle produzioni oltrepadane.