PORDENONE - C'è un orto urbano che rischia di costare più di quanto valga, almeno in termini di burocrazia. Per recuperare 72 euro di canone di concessione non pagato per il 2025, il Comune di Pordenone ha infatti deciso di attivare la procedura di riscossione coattiva. Non una multa, non una tassa particolarmente consistente, ma il canone dovuto da un concessionario di un orto urbano. Il Comune, con una recente determina, ha avviato la caccia all'evasore per recuperare l’ammanco delle casse comunali.
La storia parte all'inizio dell'anno. Il Comune aveva inviato, il 9 gennaio, un sollecito di pagamento per il canone dell'orto urbano relativo al 2025. Il sollecito, però, non ha avuto esito. Così, il 24 marzo, è arrivato l'avviso di accertamento esecutivo, con l'intimazione a pagare entro 60 giorni. Anche quel termine è scaduto senza che il dovuto venisse versato.
A quel punto è scattato il recupero coattivo. E qui arriva il dettaglio che rende la vicenda quasi surreale: il debito originario è di 72 euro. A questi si aggiungono 18 centesimi di interessi e 2 euro di spese, per un totale di 74,18 euro. Un solo documento, un solo debitore e una procedura formale di riscossione coattiva.
Il Comune ha quindi approvato il prospetto e disposto la trasmissione a G.S.M. Spa per l'avvio delle procedure. Nell'atto si precisa, inoltre, che eventuali spese di notifica saranno accertate successivamente, al momento della riscossione.









