PORDENONE - Il Comune insegue la Tari del 2020 e 2021, così in questi giorni arriveranno migliaia di avvisi e solleciti, molti giunti a destinazione. Un autunno "caldo" per migliaia di cittadini pordenonesi che, non avendo regolarizzato la propria posizione contributiva riceveranno nella cassetta della posta comunicazioni ufficiali che, per l’annualità più datata, includeranno già le sanzioni maggiorate. Il Comune non può lasciare correre e sta onorando l’impegno di recuperare quanto di inevaso.
Il numero di missive nel biennio è impressionante, ben 5.600. Queste mancate riscossioni gravano sul Comune, che deve spendere una cifra considerevole per l’invio delle missive di pagamento. Tra chi non ha pagato, non troviamo solo chi con l’inflazione e gli stipendi bassi fatica a sopravvivere, ma si deve contare anche una fetta di sbadati. In ogni modo l’amministrazione Basso è stata costretta ad affidare l’incarico di stampa e spedizione della comunicazione ad una ditta esterna, sborsando oltre 29mila euro.
Perché immaginiamo gli operatori del Comune che debbano lasciare le loro mansioni per stampare imbustare quasi 6mila lettere, ne risulterebbe un rallentamento degli altri servizi. In pratica, l’Ufficio Tributi del Comune di Pordenone ha ben pensato di accelerare le procedure di recupero della tassa sui rifiuti non versata per gli anni 2020 e 2021, mettendo in moto la macchina burocratica per l'invio di migliaia di comunicazioni ai contribuenti morosi. La Giunta ha, infatti, approvato l'affidamento diretto di un servizio di stampa e spedizione che costerà alle casse comunali un totale di 29.137,44 euro. L’atto, che fa seguito all’approvazione del bilancio di previsione 2025-2027 e del Piano esecutivo di gestione, evidenzia la necessità di procedere con l’ultima fase del recupero crediti per la Tari ancora non saldata.






