SACILE (PORDENONE) - L'impressione è che in pochi ne sentiranno la mancanza se, come pare intenzionato a fare da qui a qualche mese, il Comune non rinnoverà alla Step di Codroipo il mandato di esattore della tassa pubblicitaria annuale. Allo stesso modo però, appare sempre più evidente che serva una revisione del regolamento comunale che consente tassazioni che a molti commercianti sembrano più che altro vessazioni. Tanto che la minoranza in consiglio comunale si starebbe già muovendo per una richiesta di convocazione della Commissione regolamenti.
Al povero Lucio Ceolin arriva intanto la solidarietà di molti. Colleghi commercianti ma non solo. A tanti non è piaciuta l'idea che sia tassata come fosse reclame una banale fascia adesiva colorata perché con della frutta disegnata sopra, anzi, stilizzata, a malapena visibile. In rete, sui social cittadini, commentando l'articolo del Gazzettino c'è chi garantisce «solidarietà a Lucio Ceolin e ai commercianti vittime di questi regolamenti fatti per fare cassa. Poi passi per la piazza la sera e c'è il Far West, macchine in contravvenzione ma che nessuno multa. Qualcuno me la spiega questa diversità di trattamento?»
. C'è poi chi parla di «una serie di imboscate in bilico dentro le regole». Rossana Casadio ricorda il caso del Bar Daniel. La scritta pubblicitaria su una frangia calcolata per la superficie dell'intero ombrellone esterno. «In questo ultimo caso abbiamo fatto di tutto, fino a scrivere al Garante del contribuente» che aveva messo in dubbio la bontà del conto presentato da Step, a dire il vero, ma senza risultato. La consigliera rimpiange l'epoca in cui di quella riscossione si occupavano i «i vigili urbani che prima avvisavano e solo in un secondo momento sanzionavano» perché gli errori capitano e le interpretazioni diverse pure. Altri commercianti hanno portato i loro esempi, anche questi con un deciso sapore di rabbia mista a fastidio. «Io ho pagato quasi 200 euro prima e dopo per un adesivo (che non mi porta nulla di guadagno) applicato ingenuamente su una vetrina interna - in questo caso il commerciante cita anche - notifiche Pec non chiare, i cui allegati non si aprono e comunque tocca pagare anche perché hanno fatto il fermo amministrativo sul mio furgone, per soli 40 euro di sanzione. Delusione, stupore e rabbia assieme».






