TREVISO - «Mi appello al senso civico dei proprietari di immobili: se possono aiutare i loro inquilini a mantenere attive le loro attività commerciali, lo facciano. Agendo così farebbero del bene alle attività, ai loro inquilini, alla città tutta e valorizzerebbero i loro immobili. Una città che si svuota non è una città attrattiva». Quello del sindaco Mario Conte più che un appello è un messaggio di aiuto, un sos. Il caro affitti, soprattutto del Calmaggiore, colpisce ancora. E questa volta a rischio chiusura è un’istituzione del centro cittadino come la storica trattoria “All’Oca Bianca”, in vicolo della Torre. Per decenni il regno della mitica Nerina Sponchia. Un locale simbolo, il fortino della cucina tipica trevigiana, fondato 105 anni fa, presente in tutte le guide e i testi che parlano di Treviso e delle sue bellezze. Eppure gli eredi di Nerina, la nipote Federica Mattiazzo e Luigi Chiarelli, stanno seriamente meditando di mettere la parola fine a questa lunga storia: «Ho sentito che sono vittime dell'aumento dell'affitto - conferma il sindaco Conte - quindi l'ennesima vittima di questo aumento dei costi di gestione per un'attività che stanno diventando francamente insostenibili». L’Oca Bianca si trova in un immobile della stessa proprietà che controlla anche gli altri 4 negozi chiusi del Calmaggiore e che non si sa se e quando riapriranno. Federica Mattiazzo però non commenta: «Non ho nulla da aggiungere e nulla da dire».