Sin dalla nascita del Partito socialista dei lavoratori italiani, nel gennaio 1947, con la scissione di palazzo Barberini, i socialdemocratici di Saragat furono ben consapevoli che fra le classi operaie e contadine fosse concentrata la debolezza del loro partito nell’acquisire consensi. Al PSLI aderirono intellettuali, esponenti della piccola e media borghesia, operai e contadini dell’Oltrepò pavese e della Bassa padana. La concorrenza con i due partiti di massa della sinistra aveva, quindi, il suo terreno privilegiato nel sindacato, dove più forte era l’organizzazione di PSI e PCI. Nel Mezzogiorno, ad esempio, in cui vi erano vasti settori di elettorato anticomunista, il PSLI non riscosse un significativo successo non solo per la mancanza di un sistema clientelare ma anche per l’assenza di leadership ben radicate. Il neonato partito, quindi, nei primi mesi di vita, si radicò maggiormente al Nord.
L’Ufficio centrale sindacale del PSLI, costituito a Milano, nel febbraio 1947, e diretto da Ludovico D’Aragona, ebbe il compito principale di coordinare, attraverso le delegazioni di Roma e Napoli, l’attività degli Uffici periferici costituiti presso le Federazioni provinciali, a cui fu affiancata una Commissione rappresentativa delle categorie professionali. L’Ufficio legislativo centrale venne diretto da Edgardo Lami-Starnuti. Ma già dopo due anni dalla nascita del PSLI, furono rilevate numerose «lacune», che traevano origine dall’«insufficienza dei mezzi finanziari»; il quindicinale «Battaglie Sindacali», ad esempio, proseguiva le pubblicazioni grazie al fatto che i 1200 attivisti sindacali dei capoluoghi e i 3000 fiduciari sindacali comunali, garantendo due abbonamenti ciascuno, coprivano le spese. Per queste ragioni, a seguito delle elezioni dell’aprile 1948, venne costituita, all’interno dell’Ufficio sindacale centrale, la sezione Organizzazione e problemi sindacali e per coordinare l’attività degli Addetti provinciali di categoria, fornire consigli e dare assistenza, furono costituiti presso l’Ufficio sindacale centrale i Gruppi aziendali dei lavoratori socialisti. I GALS non esaurivano le possibilità organizzative dei lavoratori iscritti al PSLI; nel 1949, furono costituiti i Gruppi comunali di categoria, per riunire i lavoratori delle piccole e medie aziende in cui non era possibile costituire dei GALS.










