Nel settembre 1947, la costituzione del Cominform da parte dell’URSS, in risposta al piano Marshall, promosso dagli USA, diede la stura a una serie di scioperi promossi dalla CGIL e dal PCI, che culminarono, in novembre, nell’occupazione della prefettura di Milano. I socialdemocratici del PSLI divennero, a loro volta, obiettivo di una lunga serie di attacchi. I fatti di novembre, quindi, furono la ragione diretta di una rapida ripresa di contatti fra De Gasperi e Saragat, che avrebbe portato alla collaborazione governativa. A partire dalla metà di ottobre, Saragat, condannando fermamente la violenza, aveva già auspicato la formazione di un governo di centrosinistra, anche alla luce delle nuove prospettive con il lancio del piano Marshall, visto come strumento di governo utile a contenere le conseguenze antisociali della politica deflazionistica di Einaudi.

Saragat proseguiva, quindi, il suo percorso verso De Gasperi, spinto anche dall’insufficiente risultato nelle elezioni amministrative romane dell’ottobre, che faceva, di fatto, tramontare strategia «terzaforzista». Non solo. Anche la situazione finanziaria del PSLI era preoccupante, con la Direzione che, in novembre, fu sul punto di sopprimere l’edizione milanese del quotidiano «L’Umanità» e in effetti, dopo pochi mesi, nel maggio 1948, i socialdemocratici decisero di chiudere l’edizione romana.