La fase d’incubazione della formula di governo del centrosinistra, può essere datata a partire dall’incontro di Pralognan, nell’agosto 1956, fra Saragat e Nenni, seguito a breve distanza dalle sanguinose vicende della rivolta ungherese dell’ottobre, che portarono al distacco del PSI dai comunisti e ad una rinnovata definizione dell’«autonomismo» socialista, che confermava quello sancito dieci anni prima nella scissione di palazzo Barberini.
L’incontro fra i due leader del socialismo italiano venne favorito dalla pubblicazione, nel giugno, sul New York Times, del rapporto segreto presentato da Krusciov, al XX congresso del PCUS, sui crimini dello stalinismo: «C’è da chiedersi – dichiarava Saragat – come mai un uomo come Nenni che da quasi mezzo secolo è impegnato nell’azione politica ed è il contrario di un ingenuo, abbia avuto bisogno del rapporto Krusciov per capire quello che tutti i socialisti del mondo avevano già capito da un pezzo, e cioè che Stalin era un ferocissimo despota». E ancora: «Qualora il Partito socialista accettasse di scendere risolutamente sul terreno della democrazia, senza far pesare sul Paese l’ipoteca di un’alleanza con un partito totalitario [il PCI], tutta la situazione muterebbe e si creerebbero le premesse per una coalizione tra un grande Partito socialista democratico e le forze avanzate della democrazia borghese».











