Quanti fronti aperti può permettersi il sindaco Massimo Mezzetti prima che suoni l’allarme nel centrosinistra? L’interrogativo circola all’indomani della dura presa di posizione unitaria dei tre principali sindacati sugli aumenti Tari e non solo: Cgil, Cisl e Uil hanno squadernato le doglianze lamentando annunci fumosi sui futuri alloggi degli autisti Seta, mancata condivisione sull’assestamento di bilancio, incremento del ticket dell’autobus senza una contropartita sulla qualità del servizio. In generale si è alzata poderosa la richiesta di "un confronto vero, metodo che sta alla base del Patto per il lavoro e lo sviluppo che è stato negli anni uno dei punti di forza di questa comunità".

Toni inusitati contro l’amministrazione, almeno da quando si è insediato Massimo Mezzetti verso il quale c’è stata inizialmente una larga apertura di credito: certo per cortesia istituzionale, ma soprattutto per una sintonia politica e personale quasi naturale fra i tre segretari e il sindaco della gentilezza e del dialogo. E invece qualcosa negli ultimi mesi sembra essersi rotto, non tanto sul merito delle decisioni, ma nella qualità del rapporto.

E le crepe con il sindacato non sono le uniche. Le intemerate sulla Tari in Consiglio contro le associazioni degli imprenditori ("protestano per gli aumenti Tari ma anche le fatture degli artigiani che lavorano per Hera e i prezzi della verdura al fruttivendolo sono aumentati") e contro gli ambientalisti (‘dietro Legambiente c’è l’ex assessora Alessandra Filippi, la regista dei sacchi a terra’, è stato il senso dell’intervento del primo cittadino) – per tacere delle sberle a distanza con il predecessore Gian Carlo Muzzarelli e il suo album di famiglia politico – possono alimentare la pericolosa suggestione di un ‘Mezzetti contro tutti’ che non promette granché.