Controcorrente
Sei consiglieri della maggioranza determinanti per la bocciatura: tre dei dem, tre della Lista Sala. Il sindaco contro la capogruppo Uguccioni: “Parole improprie”. Italia Viva chiede la verifica, il centrodestra l’apertura della crisi
Mario Alberto Marchi
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“A sinistra volano gli insulti e si stanno compilando vere liste di proscrizione”. Il sussurro raccolto ieri mattina nei corridoi di Palazzo Marino, è la fotografia più cruda di ciò che resta del campo largo milanese dopo il voto di lunedì sera. Diciassette favorevoli, ventuno contrari: l’ordine del giorno dei Verdi sulla sospensione del gemellaggio con Tel Aviv è caduto grazie ai voti contrari di tre consigliere del Pd — Roberta Osculati, Alice Arienta, Angelica Vasile — e di tre della Lista Sala, Mauro Orso, Gini Dupasquier e Marzia Pontone. Le tre dem, fuori dalla linea ufficiale del gruppo, hanno motivato la scelta con una nota dal tono limpido.










