Maggioranza spaccata, Pd spaccato. E no alla sospensione del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, con parte dei dem che votano col centrodestra. È una seduta fatta di tensioni, bagarre, insulti tra il pubblico e i consiglieri quella che si è consumata a Palazzo Marino dopo mesi di tira e molla tra il sindaco Beppe Sala e buona parte delle forze politiche che lo sostengono. Al centro lo stop dell’accordo con la città israeliana. Misura già approvata a ottobre dal Consiglio comunale, ma rimasta solo sulla carta per via della contrarietà del primo cittadino e, di fatto, della Giunta.

Lo stesso Partito democratico è arrivato al voto senza dare l’idea di essere unito. Ad aprile aveva chiesto a Sala – anche con fermezza, almeno pubblicamente – di rispettare la decisione dell’Aula, mentre la settimana scorsa si è nascosto. Nella seduta di oggi nessuno sembrava intenzionato a voler affrontare l’argomento, nonostante i Verdi avessero depositato un nuovo ordine del giorno col quale impegnare la Giunta a rispettare il voto di sei mesi fa. Alla fine, però, tre esponenti dem hanno bocciato il documento (Roberta Osculati, Angelica Vasile e Alice Arienta), a cui si aggiungono tre civici (Marzia Pontone, Mauro Orso e Gini Dupasquier). Applausi da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Daniele Nauhm (Azione) all’esito del voto: 17 favorevoli e 21 contrari. “Questa è una chiara sconfitta per Sala – dice Francesca Cucchiara dei Verdi a ilFattoQuotidiano.it – perché è vero che il nostro provvedimento è stato respinto, ma è anche vero che la maggioranza della maggioranza ha votato con noi. E per far uscire Nahum”. E sul Pd? “Ha dimostrato incoerenza, qualcuno non ha votato, qualcuno ha votato contro”. La capogruppo dem Beatrice Uguccioni si era espressa a favore dell’ordine del giorno.