Il centrosinistra durante il dibattito su Tel Aviv (MT)

Milano resta gemellata con Tel Aviv. In un'aula insolitamente piena per l'orario, lunedì sera dopo le nove il consiglio comunale di Milano ha respinto la proposta dei Verdi di sospendere il gemellaggio con 17 sì, 21 no e un presente non partecipante, dopo la votazione di ottobre che invece, a condizione che la tregua non reggesse, aveva dato l'indicazione opposta. Il voto: prevalgono i contrariDeterminanti la presenza di molti consiglieri d'opposizione (tutti contrari) e il voto contrario di tre consigliere del Pd (Roberta Osculati, Angelica Vasile e Alice Arienta, che a ottobre sul punto si erano invece espresse a favore) e di tre della Lista Sala (Mauro Orso, Gini Dupasquier e Marzia Pontone). E c'è un piccolo giallo: poco prima del voto, sembrava che questi sei consiglieri di maggioranza contrari si sarebbero astenuti o sarebbero usciti dall'aula. Senza i loro voti contrari, la sospensione del gemellaggio con la città israeliana sarebbe stata approvata.Il Partito democratico, a parte le tre consigliere contrarie e qualche assente, ha abbandonato la linea della prudenza tenuta nelle ultime settimane (che puntava a evitare il voto per non riaprire le ferite di ottobre) e a maggioranza si è espresso a favore della proposta dei Verdi. Un comportamento che i centristi (contrari a sospendere il gemellaggio) gli hanno immediatamente rinfacciato: Giulia Pastorella, di Azione, ha criticato il Pd per non aver trovato una sintesi di coalizione e avere “disconosciuto la linea del sindaco” Beppe Sala, il quale, pur avendo garantito libertà di voto al consiglio, si era esposto per il mantenimento del gemellaggio.D'altra parte, nonostante la sconfitta nei numeri, il voto segna un successo politico per i Verdi, accusati (alla vigilia) dai piani alti di Palazzo Marino di “spaccare il centrosinistra” se avessero insistito con la sospensione del gemellaggio con Tel Aviv. Conquistando il sostegno di gran parte del Partito democratico, questa narrazione è stata di fatto svuotata. Anziché uscire dal voto come minoranza isolata, i Verdi hanno creato un asse che si è smarcato dall'indirizzo di Beppe Sala. Ora la “maggioranza della maggioranza”, su temi di politica internazionale, è marcatamente di sinistra.Il riconoscimento a Monguzzi“Comprendo la volontà di tenere aperto un dialogo”, aveva detto Francesca Cucchiara dei Verdi presentando il testo, “ma ciò non deve precludere la possibilità di dare un segnale. Milano non ha bisogno di fare pressione su Tel Aviv, che è vicinissima a Gaza. Gli abitanti di Tel Aviv vedono quello che succede a Gaza. È importante che ci sia un dialogo di pace tra le città, ma altrettanto importante prendere una posizione netta”. Poi un riconoscimento a Carlo Monguzzi, consigliere Verde recentemente scomparso: “È stata l'ultima battaglia condivisa con Carlo, con cui avevamo opinioni diverse e contrasti. Ma questa è stata l'ultima cosa che ci ha unito. Prima che se ne andasse gli abbiamo promesso che l'avremmo portata fino in fondo”.Nahum insultatoDurante la seduta, tumulto in aula non appena Daniele Nahum (Azione), esponente della comunità ebraica, che aveva promesso di uscire dalla maggioranza se avesse vinto la sospensione del gemellaggio, ha preso la parola negando che si sia rotta una tregua a Gaza. Dal pubblico sono volate parole molto pesanti: c'è chi l'ha apostrofato dandogli del “fascista”, chi gli ha urlato che “quello che dici è come negare la Shoah”. I vigili sono intervenuti accompagnando all'esterno le persone più nervose, mentre un altro consigliere, Manfredi Palmeri di Noi Moderati, si è più volte precipitato verso il pubblico con scambi molto accesi con i presenti.