Mentre l’Italia si prepara alle “ferie d’agosto”, la politica internazionale sembra aver deciso come nella tradizione di non concedersi una pausa in questo periodo estivo.
Dall'annuncio dell'inatteso accordo tra Stati Uniti e Hamas, mediato dal Board of Peace (e annunciato da Trump attraverso il suo social privato Truth) e comunque tutto da verificare nella sua concreta attuazione, alla guerra che non si ferma in Ucraina e nel Golfo Persico, fino alle immagini che in queste ore arrivano dall'enclave spagnola di Ceuta, dove migliaia di persone tentano di attraversare il confine dal Marocco, gli eventi si susseguono con una rapidità che lascia poco spazio alla riflessione.
Eppure proprio le immagini di queste ultime ore ci ricordano una verità antica: la storia dell'umanità è, prima di tutto, la storia di conflitti e di migrazioni che pensavamo oramai confinata nei libri e che invece ci assale quotidianamente.
I movimenti di popolazione hanno accompagnato ogni fase della civiltà. Esistono le grandi migrazioni “bibliche”, quelle che hanno coinvolto interi popoli, dall’esilio degli ebrei a Babilonia verso la terra promessa (con l’ausilio dell’imperatore persiano) fino agli spostamenti dei barbari che seguirono la caduta dell'Impero romano. E vi sono poi le migrazioni improvvise e disordinate, provocate da guerre, crisi economiche o politiche: i sbarchi degli albanesi sulle coste pugliesi all'inizio degli anni Novanta, gli esodi seguiti alle due guerre mondiali, quelli che accompagnarono l’implosione dell'Unione Sovietica e, oggi, le migliaia di africani che cercano di raggiungere l'Europa attraversando il Mediterraneo o tentando di arrivare a nuoto a Ceuta.













