Tra il 1990 e il 2024 le retribuzioni reali dei lavoratori a tempo pieno equivalente sono aumentate di oltre il 30 per cento in Francia e in Germania. In Italia sono diminuite dell’1,6. Perché non ne è venuta una rottura sociale? Perché il fisco ha lavorato al posto della contrattazione. Ma contro la stagnazione salariale servono misure vere Tra il 1990 e il 2024 le retribuzioni reali dei lavoratori a tempo pieno equivalente sono aumentate di oltre il 30 per cento in Francia e in Germania, del 12,9 in Spagna, di quasi il 50 nel Regno Unito. In Italia sono diminuite dell’1,6. Sono i dati Ocse citati nella Nota di lavoro che l’Ufficio parlamentare di bilancio ha pubblicato il 21 luglio: 34 anni di lavoro, e un’ora pagata meno di prima. Nel frattempo, il valore prodotto in quell’ora è cresciuto. Fra il 1990 e il 2018, prima che pandemiSandro TrentoeconomistaSandro Trento, economista, è professore ordinario di economia e gestione delle imprese e direttore della School of Innovation nell’Università di Trento. In precedenza, è stato dirigente nel Servizio Studi della Banca d’Italia e direttore del Centro studi Confindustria. È stato editorialista e ha pubblicato vari saggi, tra i suoi lavori: “Capitalismo carismatico. Il potere dei fondatori e la sfida alla democrazia”, in uscita per Bocconi University Press, 2026.
Sui salari stagnanti l’intervento del fisco non può più bastare
Tra il 1990 e il 2024 le retribuzioni reali dei lavoratori a tempo pieno equivalente sono aumentate di oltre il 30 per cento in Francia e in Germania. In Italia sono diminuite dell’1,6. Perché non ne è venuta una rottura sociale? Perché il fisco ha lavorato al posto della contrattazione. Ma contro la stagnazione salariale servono misure vere















