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15 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:37
Stagnazione dei salari reali e aumento delle retribuzioni nominali lorde incapace a compensare l’aumento dell’inflazione, in parte anche per la lentezza dei rinnovi contrattuali (il tempo medio è di oltre due anni) e per gli anomali livelli di crescita dei prezzi registrati nel biennio 2022-2023. È quanto emerge dall’Analisi della dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti in Italia, appena presentata a Roma e realizzata dal Coordinamento generale Statistico attuariale e dalla direzione centrale Studi e ricerche dell’Inps. Per i dipendenti privati, dice il rapporto, la retribuzione annuale media è passata da 21.345 euro nel 2014 a 24.486 euro nel 2024, pari a un tasso di crescita del 14,7% sull’intero periodo, mentre la retribuzione annuale media dei dipendenti pubblici è passata da 31.646 euro nel 2014 a 35.350 euro nel 2024, pari a un tasso di crescita dell’11,7% sull’intero periodo, con un tasso inferiore a quello dell’inflazione. Tenendo conto dell’inflazione all’8,1% nel 2022 e al 5,4% nel 2023, infatti, si riscontra un quadro di stagnazione generale. Se invece si guarda solo alle retribuzioni contrattuali e non a quelle effettive che tengono conto degli straordinari e non solo, tra il 2019 e il 2024 si è registrato un gap tra aumento nominale dei salari e quello dei prezzi di oltre nove punti.







