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Fabio Savelli

Dal 1990 al 2024 le retribuzioni reali dei dipendenti italiani sono diminuite dell’1,6%, mentre la media dei Paesi Ocse è salita del 35%. Negli Stati Uniti l’aumento è stato del 50,5%, nel Regno Unito del 48,4%. E il divario aumenta

L'Italia ha perso da tempo il treno dei salari. Mentre nelle principali economie avanzate le retribuzioni reali hanno continuato a crescere, sostenute dall'aumento della produttività e dalla capacità delle imprese di creare valore, gli stipendi italiani sono rimasti sostanzialmente fermi. Anzi, se si guarda all'intero periodo che va dal 1990 al 2024, hanno perso terreno. Il confronto internazionale restituisce con immediatezza la dimensione del problema. Secondo i dati Ocse, in quasi 35 anni le retribuzioni reali lorde dei lavoratori dipendenti a tempo pieno equivalente sono aumentate in media del 35% nei Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Negli Stati Uniti la crescita è arrivata al 50,5%, nel Regno Unito al 48,4%. Anche le principali economie dell'Europa continentale hanno registrato aumenti consistenti: +33,4% in Francia e +32,9% in Germania (qui il calcolatore del Corriere della Sera per verificare se il tuo stipendio è giusto).