| 31 Luglio 2026 18:01 |

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(Adnkronos) – Oltre alla sentenza del Tribunal Supremo spagnolo che ha vietato i respingimenti ‘a caldo’ di chi arriva a Ceuta o a Melilla a nuoto, una vera calamita per i tanti giovani nordafricani che sognano l’Europa, dietro alla crisi migratoria che sta vivendo l’exclave spagnola sulla costa nordafricana c’è chi intravede anche la mano del Marocco. Il Paese nordafricano circonda Ceuta da ogni lato, mare a parte, ha uno Stato che funziona e può aprire o chiudere a piacimento il rubinetto dei flussi migratori verso la Spagna, anche per condizionarne le scelte politiche.

E’ già successo, alla luce del sole: nel 2021, in piena pandemia da Covid-19, il governo Sanchez decise di accogliere in un ospedale di Logroño, sotto falso nome, Brahim Ghali, uno dei massimi leader del Fronte Polisario, l’organizzazione del popolo Sahrawi che si batte per l’indipendenza del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola poi occupata dal Marocco, che la considera parte integrante del suo territorio. Ghali aveva una grave polmonite da Covid: i medici spagnoli gli salvarono la vita. Rabat lo venne a sapere, non gradì e, per tutta risposta, nel maggio 2021 le autorità marocchine allentarono i controlli alle frontiere con Ceuta.