Un esodo, come non se ne vedevano da anni, complici le condizioni climatiche favorevoli, una sentenza della Corte suprema spagnola e gli esperti trafficanti di uomini che non si sono fatti sfuggire l’occasione. Così Ceuta in poche ore è stata travolta dall’afflusso di centinaia di persone, arrivate attraversando a nuoto il tratto di mare che fa da confine tra il Marocco e la piccola enclave spagnola in Nordafrica.

Chi vive a Ceuta aveva intuito che qualcosa sarebbe successo, ma non aveva previsto il livello organizzativo, né l’arrivo simultaneo di così tante persone o che tra esse ci fossero quasi settecento minori non accompagnati e anche molte donne, cosa quest’ultima inconsueta. «Sono arrivati indossando mute da sub che hanno tolto appena giunti a riva» hanno spiegato agli inviati di El Mundo i soccorritori. Sotto la muta avevano i documenti e smartphone protetti da custodie impermeabili, con i quali hanno cominciato a scattare foto per testimoniare l’approdo e per chiamare l’ondata successiva.

Una sorta di catena di Sant’Antonio della speranza che ieri ha colto di sorpresa le poche pattuglie di guardia, nonostante nelle ultime due settimane fossero già giunte, ma via terra, altre duemila persone.