Una nuova emergenza umanitaria al confine tra Spagna e Marocco. Migliaia di migranti sono entrati nell'enclave spagnola di Ceuta, nel Nord Africa. Secondo la Guardia Civil, le persone sono "entrate in massa dal mare" superando a nuoto il frangiflutti di Tarajal, mentre altre centinaia hanno attraversato il confine via terra, scavalcando le recinzioni. Le prime stime diffuse dalla televisione di Stato TVE parlano di un afflusso tra i 2.000 e i 3.000, ma i numeri sono in continuo aumento. Circondata, dagli anni 2000, da una doppia barriera metallica lunga otto chilometri e alta sei, Ceuta – insieme alla vicina Melilla – rappresentano l'unico confine terrestre tra l'Africa e l'Unione Europea. Entrambe le città, seppur sorvegliate dalle forze spagnole e marrocchine, registrano periodicamente picchi di attraversamento, ma una situazione di questa portata è paragonabile solo al maggio del 2021, quando 10.000 persone riuscirono ad entrare nell'enclave in pochi giorni.

Alla base degli arrivi c'è la recente sentenza della Corte Suprema spagnola. All'inizio di luglio, la Corte ha stabilito che i migranti intercettati in mare mentre tentano di raggiungere Ceuta o Melilla non possono essere rimpatriati sulla base del principio di respingimento alle frontiere. Una decisione che in molti hanno percepito come un via libera per l'ingresso irregolare. "Da quando è stata emessa la sentenza, l'afflusso è stato lento e sporadico, ma oggi assistiamo a una vera e propria esplosione", ha commentato la Guardia Civil. I nuovi arrivi si sommano a quelli della settimana precedente, che aveva registrato circa 1.500 ingressi. Una situazione di emergenza che ha spinto le autorità locali a lanciare una richiesta di aiuto a Madrid su X.